Quando il territorio si unisce, i risultati arrivano. Ora serve la stessa determinazione per dare voce alle piccole imprese fornitrici che hanno costruito con Electrolux mezzo secolo di storia industriale.
Il punto del Presidente Stefano Camarotto e le richieste di CNA Unimpresa per il tavolo al MIMIT del 29 ottobre
UNIMPRESA: «BENE LO STOP AI LICENZIAMENTI. ORA IL 29 OTTOBRE SERVE UN ACCORDO CHE SALVI ANCHE L’INDOTTO»
Il ritiro dei licenziamenti unilaterali da parte di Electrolux è un risultato importante, ottenuto grazie alla mobilitazione unitaria di lavoratori, sindacati, sindaci, regioni e governo. Ma l’accordo che si punta a firmare il 29 ottobre al Ministero delle imprese e del made in Italy rischia di restare a metà. Il nuovo piano dell’azienda parla di lavoratori diretti, volumi e investimenti, ma non dice una sola parola sulle piccole imprese fornitrici.
«Il passo avanti del 5 ottobre va riconosciuto, ma non basta», dichiara Stefano Camarotto, presidente di CNA Unimpresa. «Salvare gli stabilimenti e salvare l’indotto artigiano sono due facce della stessa medaglia. Si è cominciato con la prima. Il 29 ottobre bisogna completare il lavoro con la seconda».
Per la Marca trevigiana i numeri presentati dall’azienda sono preoccupanti. A livello nazionale i volumi crescono, ma a Susegana la produzione scende da 543.000 a 515.000 frigoriferi l’anno. In tre anni lasceranno lo stabilimento 371 lavoratori, tra cui un impiegato su due. I frigoriferi di fascia bassa saranno prodotti in Cina, e sono proprio quelli che danno più lavoro ai fornitori di componenti del territorio. Per queste imprese il nuovo piano significa meno ordini, non di più. In alcuni settori, come la plastica, gli imballaggi e i servizi, il calo è già cominciato.
«I lavoratori diretti avranno tre anni di accompagnamento, incentivi e cassa integrazione», prosegue Camarotto. «Il titolare di una piccola impresa che perde il suo cliente principale non ha nessuna di queste tutele. Rischia di chiudere in silenzio, senza che nessuno se ne accorga».
In vista del 29 ottobre, CNA Unimpresa chiede che l’accordo contenga un capitolo dedicato all’indotto, con due impegni concreti:
* acquisti dai fornitori locali: impegni scritti di Electrolux, stabilimento per stabilimento, con misure compensative dove i volumi calano, a partire da Susegana;
* uno scudo di liquidità per le imprese fornitrici: garanzie sul credito e fondi per riconvertire e diversificare l’attività, accessibili anche alle microimprese, da inserire negli interventi straordinari annunciati dal governo nella Legge di bilancio.
CNA Unimpresa chiede inoltre volumi adeguati per Susegana, la salvaguardia della ricerca e sviluppo e piena chiarezza sui rapporti tra Electrolux e il gruppo cinese Midea.
«Questo territorio ha dimostrato che, quando è unito, ottiene risultati», conclude Camarotto. «Chiediamo che quella stessa unità porti nell’accordo finale anche la voce delle piccole imprese che hanno costruito con Electrolux mezzo secolo di storia industriale. Un accordo a metà non ci basta».







