Nella provincia di Treviso abbiamo circa 70.000 case vuote (una su sei) e famiglie in attesa di un alloggio popolare, mentre la crescita non governata degli affitti brevi continua a contrarre l’offerta residenziale e a spingere al rialzo i canoni d’affitto (+4,4% annuo, dati BCE e Banca d’Italia).
Non è solo un tema sociale, ma economico: chi non trova casa a un prezzo sostenibile non può lavorare o vivere nel nostro territorio.
CNA Unimpresa Treviso chiede alla Regione Veneto di agire con un intervento strutturale:
👉 Introdurre una destinazione d’uso urbanistica specifica per le locazioni turistiche brevi. 👉 Dare ai Comuni la facoltà di intervenire dove la pressione abitativa lo richiede. 👉 Adeguare i criteri di “stress abitativo” alle reali dinamiche del nostro territorio, spesso escluso dai parametri pensati solo per le grandi capitali del turismo.
Il turismo è una risorsa fondamentale, ma il diritto all’abitare viene prima e va tutelato con regole chiare.






